Saltare sul letto

#quellaBassa ha la scarlattina.
Per la seconda volta.
In 3 mesi.

Non lascia immunità, ma Dei-Delle-Madri vi dobbiamo stare proprio un po’ sulle parti asessuate per farci questo regalino dopo due otiti e una cistite nell’ultimo mese e mezzo (sempre di #quellaBassa. Io mi faccio di integratori preventivi e cortisone per le ernie cervicali. Se per i direttori creativi esistesse un controllo antidoping, i medici farebbero un giveaway per vincere la possibilità di analizzare la mia 2p).

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Halloween vs Allouin

1_HalloweenMaskOre 19. Mercoledì 29 ottobre 2014.
Arriva #quellaBassa, occhi luccicanti, di quel blu con tutte le stelline speranzose: “Festeggiamo Allouin…dai dai! Lo sai che Matteo ha il costume da Batman?”
Sto morendo di sonno
Non abbiamo un costume
“Domani mattina parto per una trasferta e torno per la sera di Halloween, a un’ora imprecisata”
La festa per bambini di cui ti hanno parlato alla scuola materna starà sbaraccando quando io arrivo con il treno

“Va bene una terrificante pizza con P. ?”
Santa mamma del migliore amico di #quellaBassa che al mio What’s APP
“Son due settimane che non andiamo a fare le spesa… Ho solo 4 chupa chups. #quellaBassa vuole fare Halloween. Pizza da asporto qui se torno in tempo dalla trasferta? ” ha risposto immediatamente con “Ok. A che ora?”. Io in fondo la amo.

5 minuti di quiete e…
“Mamma da cosa mi trucchi? e il mio costume?”

Se riesco a tenere insieme un team di creativi in preda a una crisi di nervi prima di un go live, posso esaudire le richieste impossibili di #quellaBassa mentre sto preparando il mio trolley fucsia da trasferta 🙂
Pronte per un costume terrificante!
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Vola Mio Mini Pony

Ho voglia di rifarmi i capelli rosa.
Non puoi, alla tua età non sei credibile.
Sei troppo vecchia, hai 34 anni e una figlia.
Mi piacevano.

All’Università scrivevo. Ero brava, mi dicevano.
Avevo vinto il premio narrazione nel corso di Generative Art della coppia Soddu-Colabella, chi se li ricorda? Chi c’era?
Da qualche parte ho ancora l’attestato.
Mi sentivo l’architetto delle parole scritte tra le immagini resuscitate dai quintali di riviste accumulate nel mio disordine seriale.
Nella microcasa milanese c’era una libreria intera piena di riviste di ogni tipo: Vogue e Focus, Wired e Glamour convivevano ordinati per colore e tonalità.
Una Fiat500 ritagliata da Vogue correva su una strada di velluto nero, dando un nuovo senso a una bombetta che un tempo abitava su Glamour, labbra perfette parlavano incollate su pance di modelle troppo piatte.
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Beep beep boop

Beep beep boop… beep beep boop… caricamento frammenti di 6 mesi di post arretrati in corso…

Esisterà una parola al giorno per descrivere questi mesi? 180 parole saranno sufficienti?
180 giorni di idee, abbracci, schizzi su tovagliolini da bar appallottolati e finiti chissà dove, ricordi, trasferte (tante), fare-la-mamma-in-videoconferenza, la linea che cade sul Frecciarossa, 5 nuove paia di scarpe, lacrime al profumo di mare, aperitivi in spiaggia, lezioni apprese, non averne mai abbastanza di #quellaBassa, coccole (e caccole), Lui che mi aspetta la sera, kilometri di asfalto sull’A4, aerei e chiacchiere con taxisti per caso, what’s APP notturni, addormentarsi in un albergo qualunque guardando casa dalla finestra di skipe, un ufficio in coworking, prospettive e retrospettive, 5 libri letti, un kindle che profuma di carta, un dito rotto, amici vicini e lontani nel vento, vodka che sa di sale, promesse e speranze, partenza e ritorni e nuovi arrivi, amore e passione, junk food e slow food, viaggiare nella Langhe, focacce e spritz, miraggi, saudade e melanconia, washi tape e melatonina, una balena spiaggiata, scrivere di getto un post di 180 parole.

La meraviglia negli occhi.
Sempre.

Con tutte le luci spente…

Mi respiro un po’ a luci spente, con quellaBassa che si è appena addormentata mentre Lui fuma una sigaretta affacciato all’abbaino.
Vedo la luna per la prima volta dopo una settimana: ha uno strano alone che sembra oleoso. Son sicura ci sia un arcobaleno circolare tutt’intorno.
Allucinazioni di una sopravvissuta alla settimana più assurda di sempre?

Settimana fatta di giornate di 42 ore, qualche ettolitro RedBull e altrettanti caffè (grazie macchinetta LaRossa di esistere con le tue cialdine uberWow), e quellaBassa che non comprende perchè la MeMamma non può fare un disegno con lei e per lei.

Settimana di noncelapossofare, risate, isterismi, sdoppiamenti di personalità, masochismo vero che mi porta a immergermi in un lavoro passione fino a perdere di vista i confini, fino ad appannarmi.

Mi hanno fatto delle fotografie: son venute tutte sfuocate.

Questa sera beaujolais e melatonina.

Notte isola che non c’è.

P.S: Di lavoro non salvo vite. Accetto di essere investita di clienti isterici più primadonna di me. Libero pensieri su tovagliolini da bar tra le briciole di un Happy Hour e un bibe.