Di crisi domenicali in 180 parole

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Cielo grigio, #quellaBassa che fa la nanna piccola e io davanti al Mac in penombra con il mio Illy fumante.
Manca un mese alla fine dell’anno e insieme al calendario dell’Avvento arriva lo spettro dei buoni propositi per l’anno a venire.
Sgrooge ha i suoi fantasmi che arrivano la notte di Natale, io il mio personale che si presenta all’appello con ben 25 giorni di anticipo.
Quella vocina non riesco più a chiuderla là in fondo alla stomaco: lo strappo tra quella che sto diventando e quello che sarei voluta diventare è sempre più grande, #quellaBassa cresce e io son sempre altrove, anche quando non son in trasferta e lavoro isolata in “casa”.

Open book by fireplace.
Ho voglia di semplicità, di un libro senza sensi di colpa, di giocare con #quellaBassa senza guardare le notifiche dell’iPhone, di fare una passeggiata nei campi, di non essere più cancellata dai sui disegni, di evitare di passare le domeniche a modificare offerte per gare d’appalto importantissime…
Che il 2015 sia veramente l’anno del downshifting?
Saluto il mio fantasma riflesso nella tazzina nera bollente: ora vado a svegliare #quellaBassa.

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Comments

  1. L’ha ribloggato su The morning later.

  2. Sarà l’anno giusto per il cambiamento,quando lo si vuole realmente ciò che arriva non può che essere migliore!

  3. Francesca says:

    … di non essere più cancellata dai suoi disegni…
    Dovrebbe bastare per convincerti… Vai Ele, ce la puoi fare! 🙂

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