Il caffè dopo pranzo, il downshifting e altre imperfezioni da digestione

Son passati 4 mesi dall’ultima volta che ho scritto un post in un momento di insonnia.. e proprio ieri notte mentre mi mettevo lo smaltino alle unghie mi son immaginata qui, con il caffè in mano, a scrivere un 560 parole di pancia in mezz’ora. Non so se continuerò a tenere questo diario scritto senza alcun palinsesto editoriale e mission (aiuto! La storia del ciabattino con le scarpe rotte ad libitum!!!), nato per gioco e che si chiama come il mio sottotitolo di sempre: imperfetta come tutti, e soprattutto come chi di mestiere, per scelta, grazie a un pizzico di fortuna sfrontata e anche molto per caso, si trova a fare la “creativa” e annusa questa imperfezione sulla pelle, la percepisce nei battiti di ciglia, la vede nelle linee inchiostrate e nelle palette cromatiche fruttate, la sente in un quarto fuori sync. Brindo a voi e a me, creatività e imperfezione, con Beaujolais e melatonina q.b. ancora una volta! I miei confini fino a qualche mese fa erano molto appannati, lo si respira nelle cacofonie di parole notturne su queste pagine, io  non ero più io, io ero i progetti che seguivo, io ero mia figlia, la mia relazione, le mie vertebre che si degenerano, il toradol e la redbull che prendevo per non sentire il dolore, io ero le mille-nessuno-centomila me che cercavano di fare tutto, di essere tutto, in costante lotta con il tempo che sembrava accelerare beffandosi della me che non voleva ascoltarsi. Non so quando sono riuscita a vedermi da fuori sul serio: ero al cinema a vedere un film privo di quel senso e di quella leggerezza glitterosa che deve esserci in tutte le cose… e la protagonista era la me dai capelli rosa mioMiniPony! Paura di restare dove ero? Di continuare ad appannarmi fino a scomparire agli occhi diquellaBassa e di Lui? Paura di vedermi nello specchio senza occhi? Paura del dolore fisico in aumento per un problema di salute che mi fa tuttora lo sgambetto? Salta che il paracadute arriverà, dicono. Io ora sto ancora saltando, e per la prima volta non ho programmi. Non ho nemmeno il paracadute ma sto bene così. A fine dicembre ho comunicato che mi sarei presa un anno di pausa al Gruppo per cui lavoravo, per motivi di salute e per riallineare i miei ritmi a quelli del mondo che mi circonda. Ora mi sento molto leggera: sono in anno sabbatico da 4 mesi. Sto facendo cose incredibili. Mi stanno succedendo cose incredibili. Il downshifting regala un grosso lusso: il dono del tempo. Tempo per curarmi,  per stare con quellaBassa, per camminare a piedi nudi nell’erba, per iniziare 10 libri diversi e leggerli solo per il piacere di farlo e abbandonarne 3 per strada, per conoscere l’autrice di uno dei libri che ho letto, per parlare davvero con altre galline dei nostri sogni, per incontrare una blogger che seguivo da tempo e passare la sera a parlare, bere e decidere di co-fondare con lei la sua Associazione in via di lancio, proprio come se ci conoscessimo da tutta la vita, tempo per ricoprire tutto di washitape, per aiutare un’amica nella sua startup GENIALE, per essere nel mio piccolo di ispirazione per cambiare le cose con azioni concrete. E sto anche avendo tempo di perdere tempo! Forse il mio punto e virgola e a capo lo ho trovato. La meraviglia negli occhi. Sempre.

Insonnia free (updated)

Sono 3 ore ( T R E ) che mi giro e mi rigiro nel letto metaforicamente parlando; in realtà sono abbastanza immobile che difendo il mio fazzoletto di cuscino da Belle che lo vuole per sè (cara bambola non lo avrai mai!!!), Lui russa, #quellaBassa a intervalli regolari mi chiede un sorso d’acqua e mi si raggomitola addosso.
I suoi capelli mi stuzzicano le narici, la respiro e li sposto, lei nel sonno si gira e mi abbraccia. [Read more…]

Di crisi domenicali in 180 parole

tv
Cielo grigio, #quellaBassa che fa la nanna piccola e io davanti al Mac in penombra con il mio Illy fumante.
Manca un mese alla fine dell’anno e insieme al calendario dell’Avvento arriva lo spettro dei buoni propositi per l’anno a venire.
Sgrooge ha i suoi fantasmi che arrivano la notte di Natale, io il mio personale che si presenta all’appello con ben 25 giorni di anticipo.
Quella vocina non riesco più a chiuderla là in fondo alla stomaco: lo strappo tra quella che sto diventando e quello che sarei voluta diventare è sempre più grande, #quellaBassa cresce e io son sempre altrove, anche quando non son in trasferta e lavoro isolata in “casa”. [Read more…]

Di pancia e di tacchi

Tre anni e mezzo fa ho messo nel mio trolley fucsia, insieme ai completini extra-pink di #quellaBassa, un sandalo con la zeppa e son andata in ospedale.
5 giorni dopo sono felicemente tornata a casa stremata, con Lui e con la portatrice di quegli occhi blu-mare che avrebbero sconvolto le nostre notti per i successivi 3 anni.
E lo ho fatto camminando su 10 cm di femminilità ritrovata, nonostante la pioggia!

Lo ammetto, sono una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incurante della scomodità ed appoggiandomi al passeggino per non cadere.

Valentina Piccinni, fondatrice di mammeaspillo descrive così perfettamente come mi son sentita dopo il parto, nonostante fossi circondata da persone, mia mamma in testa, che mi dicevano che #quellaBassa e #tacco12 sarebbero stati un binomio impossibile e inconciliabile.

Ammetto che la mia vita d.V. (dopo Viola) è cambiata molto, mi destreggio tra mille appuntamenti e corse sui tacchi, cercando di non trascurare le mie passioni e lasciando sempre un pezzo di cuore a casa con #quellaBassa e Lui, visto che non sempre è possibile per loro raggiungermi quando sono “da qualche parte” in Italia e che in ogni caso anche se mi raggiungessero non potrei dedicargli l’amore e l’attenzione che meritano.

Ho messo da parte molto di me, ho guadagnato molto altro (compresi 10 odiatissimi kili con i quali ho un rapporto di amore-odio, forse più di odio) … e sorrido vedendo che sul mio cammino una delle poche costanti sono i miei amatissimi tacchi e le mie “to do list” settimanali che invece di accorciarsi si allungano di imprevisti di ogni tipo.
Scrivo i mie buoni propositi del lunedì mattina come fa Valentina… e non riesco quasi mai a portarli tutti a termine perché alcuni si evolvono e vivono di vita propria; chi sono io per mettermi sulla strada di qualche essere vivente?😛

Questa sono io, ho 34 anni, di giorno sono il Direttore Creativo di un gruppo italiano, mi occupo di consulenza nell’ambito della Comunicazione interna e dei nuovi trend visivi per aziende medio-grandi italiane, di sera sono mamma di una treenne che punta alla stanza delle scarpe e moglie di un fantasticamente comprensibile compositore.
A volte penso che non ho ancora trovato “il mio centro”, che non riesco a conciliare il ruolo lavorativo con quello di mamma e moglie, ma sono sempre io, in continua evoluzione, sui miei tacchi e con il mio Mac sottobraccio.

Insomma, sono una mamma a spillo🙂
”Mamme

Saltare sul letto

#quellaBassa ha la scarlattina.
Per la seconda volta.
In 3 mesi.

Non lascia immunità, ma Dei-Delle-Madri vi dobbiamo stare proprio un po’ sulle parti asessuate per farci questo regalino dopo due otiti e una cistite nell’ultimo mese e mezzo (sempre di #quellaBassa. Io mi faccio di integratori preventivi e cortisone per le ernie cervicali. Se per i direttori creativi esistesse un controllo antidoping, i medici farebbero un giveaway per vincere la possibilità di analizzare la mia 2p).

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Halloween vs Allouin

1_HalloweenMaskOre 19. Mercoledì 29 ottobre 2014.
Arriva #quellaBassa, occhi luccicanti, di quel blu con tutte le stelline speranzose: “Festeggiamo Allouin…dai dai! Lo sai che Matteo ha il costume da Batman?”
Sto morendo di sonno
Non abbiamo un costume
“Domani mattina parto per una trasferta e torno per la sera di Halloween, a un’ora imprecisata”
La festa per bambini di cui ti hanno parlato alla scuola materna starà sbaraccando quando io arrivo con il treno

“Va bene una terrificante pizza con P. ?”
Santa mamma del migliore amico di #quellaBassa che al mio What’s APP
“Son due settimane che non andiamo a fare le spesa… Ho solo 4 chupa chups. #quellaBassa vuole fare Halloween. Pizza da asporto qui se torno in tempo dalla trasferta? ” ha risposto immediatamente con “Ok. A che ora?”. Io in fondo la amo.

5 minuti di quiete e…
“Mamma da cosa mi trucchi? e il mio costume?”

Se riesco a tenere insieme un team di creativi in preda a una crisi di nervi prima di un go live, posso esaudire le richieste impossibili di #quellaBassa mentre sto preparando il mio trolley fucsia da trasferta🙂
Pronte per un costume terrificante!
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Caro Babbo Natale…

#quellaBassa. Ti prego mamma chiedilo a Babbo Natale.
Cosa? Cosa devo chiedere? Vuoi fare la letterina?
#. Chiedi a Babbo Natale un po’più di tempo per stare con la tua bambina, io non posso farlo ma Babbo Natale sì.
… Sniff sniff

È bello essere bambini.

Vola Mio Mini Pony

Ho voglia di rifarmi i capelli rosa.
Non puoi, alla tua età non sei credibile.
Sei troppo vecchia, hai 34 anni e una figlia.
Mi piacevano.

All’Università scrivevo. Ero brava, mi dicevano.
Avevo vinto il premio narrazione nel corso di Generative Art della coppia Soddu-Colabella, chi se li ricorda? Chi c’era?
Da qualche parte ho ancora l’attestato.
Mi sentivo l’architetto delle parole scritte tra le immagini resuscitate dai quintali di riviste accumulate nel mio disordine seriale.
Nella microcasa milanese c’era una libreria intera piena di riviste di ogni tipo: Vogue e Focus, Wired e Glamour convivevano ordinati per colore e tonalità.
Una Fiat500 ritagliata da Vogue correva su una strada di velluto nero, dando un nuovo senso a una bombetta che un tempo abitava su Glamour, labbra perfette parlavano incollate su pance di modelle troppo piatte.
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Di scarpe e comodità

C’è chi colleziona francobolli, chi farfalle, chi abiti vintage, chi … scarpe!
Chi mi ha già visto su Instagram o su Facebook sa che adoro il tacco 12 e che sono una shopping-online-addicted.
Per questo dopo essermi imbattuta nello Sporablog e nella StilettoAcademy ed essere diventata una fan della Spora mi sono accorta che gli stiletti possono unire o dividere… nel mio caso sono una passione che unisce.
Oggi vi parlo infatti di un’amica, chiamiamola Valeria, che ha deciso di fare qualcosa di più per noi compratrici compulsive di scarpe: ha ideato un servizio per valutare la fighezza e la comodità delle scarpine in nostro possesso in modo da evitare di perpetrare gli orrori di acquisto delle nostre compagne di community e condividere i nostri tip&tricks per indossare modelli che a volte sembrano poco mettibili.
In quante mi hanno fermato per chiedere come facessi a portare con disinvoltura le mie Mojito dopo qualche ora?
Il mio segreto è qui, su shoeadvisor.

Mojito Julian Hakes

Mojito Julian Hakes

Inutile dirlo che per nella community mi trovate sotto il nome di Creativa Imperfatta… e che sempre Valeria ha ideato un gioco interessante in collaborazione con Autoaspillo, proprio per noi Shoesadvisor…. ma di questo ne parlerò nei prossimi giorni!
Stay tuned.

Di stirpi creative e altri furti in 80 parole

Pausa caffè delle 18. Il mio corpo contiene  l’80% di acqua e il 20% di caffeina.

Leggo tutto di un fiato e mi perdo in questo post che parla di stirpi creative e altri furti.
Grazie Zelda per i frammenti di magia regalati con delicatezza.

Ho trovato il mio mantra per il 2015:
NON ASPETTARE DI SAPERE CHI SEI PER COMINCIARE”

Grazie per la pausa caffè insieme.

P.S. Il testo originario di Austin Kleon “Ruba come un’artista” è già in download sul Kindle.🙂

Ruba-come-un-artista

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